Il cerchio dei giorni: un viaggio epico nel Neolitico con Ken Follett

Il 23 settembre 2025 segna un momento atteso per gli appassionati di narrativa storica: esce Il cerchio dei giorni (titolo originale Circle of Days), il nuovo romanzo di Ken Follett, pubblicato in Italia da Mondadori, che torna a inanellare epica, mistero e grandi temi universali.

Trama e ambientazione

Ambientato intorno al 2500 a.C., il libro ci porta nel Neolitico, nella Grande Pianura (la “Great Plain”) inglese, al tempo della costruzione – ancora oggi enigmaticamente avvolta nel mistero – di Stonehenge.

I personaggi principali sono:

  • Seft, un giovane cavatore di selce, con un dono, che sogna più di un’esistenza fatta di fatica. Figlio di un padre duro e di fratelli brutali, percorre la Grande Pianura in estate, partecipa al rito di Mezza Estate con la speranza anche di incontrare Neen, di cui è innamorato.
  • Neen, la ragazza che Seft ama. La sua famiglia vive in condizioni più fortunate ed è vista come una possibile via di fuga per Seft.
  • Joia, sorella di Neen, sacerdotessa carismatica e visionaria. È lei che sogna – fin da bambina – un monumento miracoloso: un grande cerchio di pietre, eretto dalle varie tribù della pianura, un progetto che va al di là di confini tribali, credenze, divisioni sociali.

Intorno a queste figure ruotano conflitti reali e profondi: la lotta tra tribù di pastori, contadini e abitanti delle foreste; la siccità che devasta la terra; la violenza, la diffidenza. E, come sempre in Follett, non manca la tensione: la costruzione del monumento diventa simbolo di unità ma anche catalizzatore di scontro.

Temi e motivi di interesse

Ci sono alcuni aspetti che rendono Il cerchio dei giorni particolarmente interessante:

  1. Il mistero storico
    Stonehenge è da sempre uno dei monumenti più affascinanti e misteriosi del passato. Le sue origini, lo scopo, le tecniche di costruzione: molto rimane oscuro. Follett lo sfrutta come sfondo perfetto per combinare fatti storici, archeologia, ipotesi ma anche narrazione ricca e avvincente.
  2. Personaggi ordinari che compiono imprese straordinarie
    Un tratto tipico della narrativa di Follett che torna qui: persone con vite dure, origini modeste, ma dotate di un’energia o visione tali da spingere oltre confini individuali e culturali. Joia è la visionaria, Seft il lavoratore che aspira a qualcosa di più. Questi personaggi permettono al lettore di immedesimarsi e di sentire le sfide come umane, non solo spettacolari.
  3. Riflessione sulle divisioni sociali, ambientali e spirituali
    Nella loro epoca si fronteggiano pastori, contadini, abitanti delle foreste; le risorse sono scarse, la terra si secca. Queste tensioni fanno da sfondo concreto al sogno del monumento: qualcosa che possa, idealmente, unire. C’è anche un elemento spirituale, rituale, che dà senso al famoso cerchio. Non è solo una questione di ingegneria o potere, ma di senso, di comunità.
  4. Scala epica e documentazione
    Il romanzo è corposo (oltre 700 pagine nella traduzione italiana) e richiede che Follett ricerchi molto, anche quando la documentazione storica è scarsa. Come in altri suoi libri (penso ai “Pilastri della terra”, per esempio), il contrasto tra la grandiosità del progetto umano e le difficoltà pratiche (trasporto delle pietre, tecniche costruttive, conflitti interni) è reso con cura.

Criticità potenziali

Naturalmente, nessun romanzo è perfetto — e con un progetto così ambizioso ci sono elementi che potrebbero non piacere a tutti:

  • Speculazione vs. fatto: dato che molto del periodo è oscuro, Follett deve inventare molto. Alcune scelte narrative, dialoghi, dettagli di vita quotidiana potrebbero sembrare un po’ costruiti o modernizzati — il rischio è che l’autenticità storica a volte perda contro la plausibilità narrativa.
  • Lunghezza e ritmo: un tomo di 700+ pagine richiede impegno. Alcune recensioni suggeriscono che, come spesso accade con gli epici, alcuni passaggi possono essere più lenti o descrittivi, funzionali al costruire l’atmosfera ma che possono scoraggiare i lettori meno pazienti.
  • Toni già visti: per chi ha letto molto di Follett, ci saranno richiami forti al suo modus operandi — personaggi forti, lotte sociali, monumenti che diventano simboli di identità — per cui l’effetto “novità” potrebbe non essere massimo. Ma è anche parte del suo marchio.

Conclusione

Il cerchio dei giorni è un ritorno convincente di Ken Follett alle sue grandi passioni: il passato remoto, le costruzioni epocali, i drammi umani che stanno dietro imprese che sembrano impossibili. È un romanzo che promette non solo intrattenimento, ma anche riflessione: cosa significa costruire qualcosa che resista al tempo, non solo fisicamente ma come simbolo comunitario; cosa comporta la convivenza di culture e credenze diverse; come le condizioni ambientali (la siccità, la scarsità) e i conflitti sociali possano minare sogni grandiosi.

Se ami la narrativa storica, le ambientazioni antiche, i libri che combinano cuore, fatica e mistero, Il cerchio dei giorni può essere una lettura che resterà nei ricordi (e nelle emozioni).

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sono Simone Idin

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